IL “CEPPO DELLA PRESOLANA”

Il “Ceppo della Presolana” è una pietra tipica della fascia montana bergamasca e in particolare dell’Altopiano clusonese. Per la sua facile lavorabilità e il suo gradevole aspetto è molto usata fin dall’antichità nell’edilizia, soprattutto per particolari architettonici, come architravi, archi, colonne, contorni e rivestimenti.

Si tratta di conglomerato calcareo, originato da ghiaie e sabbie grossolane, che si sono depositate ai piedi dei versanti rocciosi, colmando e/o livellando le depressioni vallive. che nel tempo, per infiltrazione di acque calcaree, si sono cementate e quindi sono divenute pietra. La loro formazione risale a un periodo compreso tra 350mila e 20mila anni fa, al termine delle glaciazioni.

Questo conglomerato è costituito quasi totalmente da frammenti di rocce calcaree e dolomitiche locali; la cementazione è buona ed è costituita da calcite microcristallina, che conferisce alla massa compattezza e un colore chiaro, grigio-rosato, grigio-giallastro o giallo-ocraceo per ossidazione ferrosa.

In alcuni casi, una maggiore presenza di pori, vacuoli e piccole cavità tra i clasti, conferiscono alla pietra un caratteristico aspetto “tufaceo”, cui si deve il nome locale di “Tuff”.

IL VERRUCANO LOMBARDO

Pietra locale molto dura e resistente dai tipici colori: rosso, verde, grigio-verde, in varie tonalità con inclusi tondi bianchi. I ciottoli di fiume fatti di questa pietra sono stati impiegati per secoli per gli acciottolati stradali e da ciò deriva il nome bergamasco “Saréss” (sasso per selciare)

È prevalentemente un conglomerato quarzoso originato dalla litificazione di ghiaie e sabbie di fiume di 250 milioni di anni fa (periodo Permiano), infatti appartiene alla formazione geologica detta “Verrucano Lombardo”.

 

Questa pietra, tenace e resistente all’abrasione e alla corrosione, nella tradizione artigianale locale è usata da secoli per svariate lavorazioni, come lavelli, abbeveratoi fontane, macine, murature rustiche, pavimentazioni, lastricati, rivestimenti, arte funeraria.